home    about us   music   gallery   contact   reviews   guestbook  store      

 GYPSY CHILD
 

----------------
BUY CD
----------------


---------------- 
Read
THE
LOWLANDS's
Latest Blog
Entry
 
----------------

---------------
LEGGI I TESTI IN ITALIANO DELLE CANZONI DEI LOWLANDS
--------------------
leggi le interviste



il PERIODICO


 

NEW RECORD "GYPSY CHILD"
OUT Sept. 23rd 2010
Details to be announced shortly...check back in September



DISTRIBUZIONE IRD PER L'ITALIA
www.ird.it

Edward Abbiati shows that he is a songwriter of exceptional talent (...)The Last Call' is an extremely good debut album by a band who on this showing could have a very bright future"  
Americana Uk

“…a whole lot more convincing than most American Americana. With excellent, varied songs, well sung and well played, Lowlands prove that you certainly do not have to be from the US to make fantastic Americana
Heaven Magazine (Holland

"One of the best Roots Albums of 2008”  
Fabio Cerbone – Rootshighway (Italy)

"Drawing on the sublime aspects of Nebraska-era Springsteen,
and the country-dabblings of Green On Red…It’s a Cracker!” 
Jeff Weiss – Miles of Music (USA)

“Music with a lot of soul […] avoid listening to it if you are depressed 
"****"
 -  Maverick Magazine (UK)


“This CD is first rate musically. Grungy Roots rock and Americana… a really high standard!”  - Rootsville (Belgium)

 
“Beautiful, intense songs… grungy roots rock and Americana. Think of something that connects Marah, Green On Red, Uncle Tupelo and Soul Asylum” Sandra Zuidema – Lucky Dice (Holland)

“Crepuscular roots rock”
SM Magazine (Italy)

“An affirmative and decidedly positive record”
Folk Bulletin (Italy)


“Driving, guitar-led alt-country, albeit with a harder edge than straight Americana. Minor masterpieces in small-town atmospherics. As a debut offering, ‘The Last Call’ has a lot to commend it”  
David Kidman - NetRhythms (UK)

“Lowlands have a strong personality and ‘The Last Call’ is an enjoyable listen throughout.  Despite running over 50 minutes, there is never a dull moment -
*** 1/2 ”
    
Paolo Carù –  Buscadero Magazine (Italy) 

“An album of unusual bravery" Ben Lazar – 10th Avenue Music (USA)

“Recorded with real passion and commitment”
Tom Fahey  AmericanaOK

"Crazy beautiful record!" 
Chris Cacavas (Green On Red)

"It's some of my best stuff on record" 
Richard Hunter -Harmonica Virtuoso                          

----------------------------------------------------
                              LIVE REVIEWS

---------------------------------------------------- 

Lowlands [live]

Scimmie - Milano

10/12/2009
Autore  Gianni Zuretti
(del 21/12/2009 alle 07:00:00)    

http://www.beatbopalula.it/musica-underground-emergenti-band/articolo.asp?articolo=2359

C’era molta attesa per la prima volta dei Lowlands alle Scimmie e il tutto esaurito che ha caratterizzato il concerto ha mostrato di quale attenzione goda la band nell’area milanese. Io stesso conoscevo i dischi ma non avevo mai avuto il piacere di poterne valutare l’impatto live e devo ammettere che le sensazioni che mi sono portato a casa sono quelle di un gruppo in grande crescita con un forte impatto on stage, vuoi per la compattezza e ricchezza del suono (conseguenza della qualità dei sette musicisti e del muro sonoro che riescono ad esprimere), sia per la personalità di Eddy Abbiati (sicuro e rodato frontman), ma anche per la qualità delle composizioni originali che fanno scintille nella dimensione live.
 
Il fido Stefano Olla (che ha tolte le castagne dal fuoco all’ultimo istante) al mixer ha garantito un suono di qualità nonostante l’affollamento sul palco ed il layout del locale non proprio ideale per il genere. I Lowlands partono come un diesel ed il loro spettacolo cresce cammino facendo, sino ad incendiarsi (sempre su sonorità elettroacustiche intendiamoci) già sul finire del primo set.
 
Uno spettacolo come dicevo pieno, ricco, appassionato che mette in evidenza le canzoni di Eddy, in grado di coniugare la lezione degli anni ’90 dei grandi gruppi alternative country americani con la freschezza, l’energia e la grinta tipica del folk rock anglo-scoto-irlandese. Così i loro brani si tingono di tonalità e sfumature alla Whiskeytown, Wilco, Son Volt, Lucero ma anche Waterboys, non a caso due sono le cover di questi ultimi, proposte in modo inappuntabile senza però produrre l’effetto karaoke ma ostentando bella personalità come in Fisherman’s Blues, brano epocale che mette i brividi solo a leggerne il titolo.
 
Dicevamo della qualità dei musicisti e su questo fronte non possiamo non confermare i giudizi positivi spesi per Chiara Giacobbe al violino, ogni suo intervento veste di fascino le canzoni, come in Walking Down The Street, Lowlands e per Roby Diana, imprendibile folletto delle sei corde, tanto schivo quanto essenziale nelle coloriture e nei poderosi solo, (nonostante fosse imbrigliato negli spazi stretti), mentre sorprendente la stantuffante e calda sezione ritmica di Fratti, Mercaldo e Speroni, al pari delle efficaci tastiere di Brandinali, insomma una band di qualità che riesce ad assecondare il leader che “gratta” con la voce (la più “Americana” delle voci italiane) le sue canzoni, facendo loro pelo e contropelo,
 
La generosa scaletta ha coperto in pratica tutte le canzoni del fortunato album di debutto The Last Call e dell’EP Vol 1 osannato da stampa nostrana ed internazionale, ma anche tre o quattro canzoni che non conoscevo e ritengo saranno nel prossimo atteso lavoro della band, oltre alle cover citate abbiamo ascoltato una eccellente versione di All Along The Watchtower (Dylan), una sontuosa Little Wing (Hendrix), e poi Sam Cooke, Neil Young, Replacements e chi più ne ha più ne metta, per un concerto nel quale Eddy e soci hanno buttato sudore (quello vero) e tanto amore per questa grande loro e nostra passione: la musica; il pubblico ha capito, ha apprezzato ed è rimasto compatto sino all’ultima nota, meditate gente e che i locali sia facciano avanti, il sold out è garantito.
----------------------------------------------------
                              NEW REVIEWS
---------------------------------------------------- 

NEW REVIEW FOR "EP VOL 1

Lowlands

EP Vol 1

Autoprodotto, 2009
Autore  Gianni Zuretti
(del 07/12/2009 alle 07:00:00)    

Se esistesse un’enclave americana in Italia, Pavia sarebbe Memphis e l’Oltrepò, l’Alabama, i Mandolin Brothers sarebbero i Little Feat e i Lowlands, i Whiskeytown. Ma questa è solo un’idea bislacca e la provincia a sud di Milano è ben più ricca di arte e di cultura rispetto alle no lands del mid/south west statunitense, fortunatamente la ricchezza che ne deriva si avverte anche nel gusto e nella sensibilità che le band citate mettono nei loro dischi. I Lowlands, creatura che gira attorno alla figura del cantante e compositore italo-inglese Eddy Abbiati, dopo un primo lavoro - The Last Call edito nel 2008 e assai apprezzato da critica e pubblico - giocano con i propri fan e decidono di non creare pause di spasmodica attesa tra la produzione di un disco e un altro, riempiendo l’intervallo temporale con un progetto che prevede l’uscita di una serie di EP’s dei quali questo in oggetto è appunto il Vol 1.
 
Carina l’idea e gioia per le nostre orecchie giacché il disco in questione è un lavoro di inediti di primordine che ha senso compiuto e dignità di esistere in qualsiasi discografia di Americana che si rispetti. Come dicevamo le sonorità sono quelle tipiche dell’alt country ma non solo, infatti, Edward tradisce le sue mezze origini e acquisisce, per osmosi, quel gusto tipico e quella rabbia che appartengono a songwriters inglesi e irlandesi, in particolare Mike Scott dei Waterboys, com’è piuttosto evidente all’ascolto della cover (molto personale) Lowlands, dei Texani The Gourds (brano dal quale i ragazzi hanno mutuato il nome della band).

Altra gemma che la dice lunga sulla felice penna di Eddy è My Prison Walls, un pezzo che ti spacca il cuore e che mette in evidenza le chitarre di Roby Diana, il “Pinturicchio” delle corde, impeccabile nel costruire pregevoli coloriture autunnali, il giovane chitarrista dei Ses Cordas, apprezzato session man (ormai organico ai Lowlands), cresce a ogni uscita e di lui presto si accorgeranno anche gli artisti importanti. I cinque brani sono tutti di livello e mettono in evidenza, oltre alla voce delicatamente ruvida di Abbiati - che a volte possiede nell’incertezza interpretativa un altro atout che porta fieno nella cascina del loro “sporco” country folk - il “lirico” ed accattivante violino di Chiara Giacobbe, nella title track e nella finissima Lullaby, ma non riconoscere il valore degli altri strumentisti sarebbe un vero torto in quanto l’ottimo amalgama raggiunto è frutto di un valore artistico e personale di tutti.

I Lowlands in primavera ritornano con il nuovo disco sulla lunga distanza che, siamo pronti a scommettere, aprirà loro le porte per tournee oltre oceano (come per gli zii Mandolin Bros), considerateli già decollati.

http://www.beatbopalula.it/musica-underground-emergenti-band/articolo.asp?articolo=2092

PAPERMOON (BIELLA) 
Se ascoltando queste nuove 5 canzoni vi chiederete chi siano questi talentuosi ragazzi americani, magari dell'Okahoma o Kentucky che suonano straordinari inni stradaioli con un background costruito su ripetuti ascolti di tutta la costellazione roots, da Hank Williams ai Wilco; beh, non dannatevi l'anima, tanto non lo scoprirete mai. I sette ragazzi in questione sono di Pavia, Lombardia, Italia. Suonano e compongono molto meglio della media delle roots band alle quali siete abituati e sono pronti da parecchio ad assicurarsi un posto d'onore nelle collezioni di cd dedicate a questo genere. Fate posto a questo Ep ed al cd precedente 'Last Call', ambedue degni delle migliori produzioni 'Made in U.S.A.' 
 
CARU' DISCHI (GALLARATE) 
Torna la band pavese, dopo l'ottimo The Last Call, ed è ancora ottima musica. Cinque brani, qualche intuizione superba come in My Prison Walls e Levee Man. Ma è il progetto Lowlands a creare interesse. Musica tra folk e rock, con influenze variegate, da Dylan al folk irlandese, dalla canzone d'autore e Steve Earle. Lowlands sono una delle realtà italiane più interessanti. Autogestito. 
 
DISCO CLUB 65 (GENOVA)
Per confermare il buon lavoro fatto con 'The Last Call' dello scorso anno, la band pavese pubblica questo EP con cinque canzoni solide e ben costruite che si collocano sul binario un po' intasato del genere 'Americana' senza però poter contare sugli illustri ospiti dell'esordio. Qui l'uso preminente del violino di Chiara Giacobbe cerca di mettere in evidenza una vena più 'roots' con risultati alterni ma sempre gradevoli. Tra i cinque brani anche una cover dei Gourds di Kevin Russell, che, curiosamente, porta lo stesso nome del gruppo, mentre 'Levee Man' si ispira ad un traditional dal titolo simile. Il treno dei Lowlands fila diretto da Pavia all'America, e la scritta 'Mastered in Nashville, Tennessee', certifica che il viaggio continua puntuale verso la sua destinazione.



BUSCADERO - OTTOBRE 2009

The last call edito lo scorso anno è stato  il primo lavoro della band pavese. E si ho scritto pavese. Perché i Lowlands, contro ogni logica (suono, modo di cantare, canzoni stesse) sono italiani.
Mosche bianche nel panorama locale questi ragazzi sono guidati da Edward Abbiati compositore e voce solista (...) Non è facile districarsi nel marasma discografico di oggi e fare qualche cosa restando se stessi. I Lowlands ci sono riusciti e The last Call ha avuto una eco mondiale, anzi ha avuto più riscontri all'estero che qui da noi.
Musica folk e rock intuizioni dylaniane, ombre irlandesi, musica pregna di suoni e significati: The Last Call non si è fatto liquidare in quattro e quattr'otto, come succede a gran parte della produzione discografica.
L'EP in questione, cinque canzoni mantiene quello che l'album aveva promesso.
ci sono due canzoni molto belle, My Prison Walls, con un gioco di chitarra degno di Leo Kottke e degli stacchi melodici struggenti e la violinistica Lowlands, che non era sul primo album e che da la misura della bravura della band, guidata dalla voce sicura di Ed e del violino creativo di Chiara Giacobbe.
Cinque brani venti minuti circa ma soldi spesi bene ssolutamente
(...)


READ MORE REVIEWS

 

 

 KSUT 91.3 FM (Ignacio, CO) - KCR 98.9 FM (San Diego, CA) - WPKN 89.5 FM (Bridgeport, CT) - KDHX 88.1 (St. Louis, MO) - KZSC 88.1 (Santa Cruz, CA) - KMUD 91.1 FM (Redway, CA) - WWUH 91.3 FM (Hartford, CT) - KALX 90.7 FM BERKLEY, CALIFORNIA - KAOS 89.3 FM OLYMPIA, WASHINGTON - KSER 90.7 FM EVERETT, WA - KXCI 91.3 FM TUXON, AZ  - KBUT 90.3 FM Crested Butte, CO - 1550 am KYOU SAN FRANCISCO - 88.3 fm WGWG NORTH & SOUTH CAROLINA - 89.1 NIPR fm - Little Brother Radio  WBOI INDIANA - CMR Nashville - 98.1 fm 4EB BRISBANE (australia) - PBS 106.7 fm MELBOURNE (australia) - Radio Six International (great britain) - BBC (great britain) - 88.5 mhz TAWA WELLINGTON (new zealand) - 107.7 fm  FM GOUD (Belgium) - FREE FM (Germany) -HAVENSTAD FM (Netherlands) - 104.1 fm & 106.4 fm radio IJsselmond (Kampen, Netherlands) - RAI RADIO 2 (italy) - RADIO 101  (italy) - K ROCK RADIO (italy) - 88.9 fm RADIO CITTA' APERTA Roma (italy) - 93.800 mhz RADIO VOCE SPAZIO (italy)

RADIO BBSI (Italy) RADIO GOLD (Italy) - RRCS 93.9 FM Milano (Italy) - RADIOGAS Prato (Italy)